Un radicato pregiudizio, antico e moderno, fa di Cicerone un pessimus poeta, fatta salva una certa abilità come traduttore in versi di capolavori greci. Al contrario, uno studio attento dei frammenti superstiti delle sue opere originali mostra come egli sia stato non solo un punto di riferimento per autori come Lucrezio o Virgilio, ma anche un «classico» fino alle soglie del Medioevo. Dei frammenti di queste opere si fornisce una nuova edizione, indipendente dalle miscellanee di poesia latina in frammenti e corredata di un commento aggiornato. Un'introduzione di taglio monografico li inquadra adeguatamente nella storia letteraria latina, ne segue la fortuna, mutevole piuttosto che costantemente avversa, nel corso dei secoli e ne presenta i tratti linguistici e metrici salienti.